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In piedi, Claudio Frascella; seduti, da sinistra, Giancarlo Coppola, Giovanna Rizzo e Alex Sportelli
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Anche Studio 100 Radio, storica emittente tarantina, in attività da ben 41 anni, ha chiuso i battenti. Ma l’avvenimento è passato pressocchè inosservato, tipico di una città che, come amaramente sentenzia lo storico Claudio De Cuia, “…è come gli indiani, cioè usa cancellare le tracce del suo passaggio”. Eppure l’emittente ha contato molto nella vita tarantina, segnando i gusti musicali delle ultime generazioni e profondendo grande impegno nell’informazione. L’ultimo programma è andato in onda il 30 giugno scorso, ai microfoni c’erano Paolo D’Andria, Claudio Frascella e Giancarlo Coppola; alle selezioni, Gisberto Nicoletti e Giovanna Rizzo. Poi, il silenzio. Del gruppo radiofonico Publiradio-Studio 100, proprietaria la famiglia Cardamone, facevano parte, oltre a Studio 100 Radio, Publiradio Network, Publiradio solo musica italiana e Radio Taranto Stereo.

“Radio Taranto Stereo – racconta il collega Claudio Frascella – è stata capostipite di tutte le emittenti tarantine, avendo inaugurato le trasmissioni nel ’74 in un appartamento di via Leonida, grazie all’iniziativa di Loris Pepe, Gianni Madaro e dei fratelli Franco e Mario Lauria. L’attività fu interrotta brevemente in attesa di una legislazione che regolamentasse il settore. In seguito sorsero, nel ’75, Radio Taranto Centrale, in via Berardi, grazie all’avvocato Marcello Martini, e il 6 maggio del ’76, Studio 100 Radio, promotori Mariano Melucci e Antonio Cavallo, di cui primi instancabile animatori, oltre al sottoscritto, furono Ugo Briganti, Pino Campanelli, Francesco Gentile, Peppe Ortuglio, Aldo Carelli, Francesca Scarcella, Nelly Guardone e Angela De Bartolomeo; più avanti avrebbero prestato il loro professionale contributo Franzi Baroni, Gianni Chiarelli, Alex Sportelli e gli indimenticati Mimmo Ceccarelli e Domenico Tagliente. Dopo il trasloco in via Campania e poi in via Plateja, l’emittente trovò definitiva collocazione alla Beni Stabili, assieme a Radio Taranto Stereo, entrata nel gruppo dei Cardamone assieme a Publiradio e Publiradio solo musica italiana”.

Claudio Frascella fu incaricato nel 1985 di caratterizzare specificatamente le quattro emittenti, in modo che gli ascoltatori appassionati di un determinato genere musicale sapessero dove sintonizzarsi, indirizzando meglio anche le scelte del mercato pubblicitario. Così le frequenze di queste radio rimasero a lungo in testa nella hit dei tarantini, che ebbero anche la possibilità di ascoltare dal vivo le interviste di notissimi personaggi della musica italiana, in particolare di quelli che facevano tappa a Taranto per i concerti. Poi, a partire dal 2013, la progressiva chiusura delle emittenti, conclusa un paio di mesi fa.

Per la cronaca, le frequenze del circuito sono impegnate dal gruppo radiofonico nazionale Rtl, comprendente, oltre alla stessa emittente principale, Radio Zeta l’italiana e Radio Freccia. Il tutto, lo ripetiamo, nel silenzio generale di quella stessa città che nella seconda metà degli anni Settanta assisteva con enorme entusiasmo alla nascita delle emittenti locali. Forse sarebbe tempo di ridare smalto a quei ricordi.

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12 COMMENTI

  1. Ricordo da ragazzo negli anni ’80 studio 100 faceva già epoca per professionalità e gusti musicali. La cosa mi ha sconcertato e di più lo ha fatto il silenzio con cui la notizia è passata. Il che la dice lunga sulla situazione di degrado culturale di questa città. ..

  2. Ormai ci stanno ammazzando,e noi accettiamo tutto… ragazzi siamo a TARANTO…terra di conquista:per tutti,ma non per noi TARANTINI

  3. Dopo la chiusura in FM trasmettevano solo in streaming dal sito di Studio 100, ora non più. Un appello: non smontate tutto, chissà che in futuro non possiate riprendere le trasmissioni. Le mie preferite erano: il superclassificone, Maxi mix con Paolo D’Andria e la Top 100 di fine anno. Un pezzo della mia vita che va via, l’ascoltavo dal 1991 quando avevo 12 anni.

  4. Quando sono venuto in luglio per una vacanza , cercavo la frequenza , ma senza successo. Ma l’ho capito solo adesso che volevo sentire la radiocronaca del Taranto dal PC. Ovviamente me ne dispiace. In generale , vorrei dire una sola cosa: Non potete immaginare quanto la nostra terra sia apprezzata fuori contesto . Viceversa fin troppo bistrattata dal di dentro. Purtroppo o per fortuna , solo chi vive la città , può far si che la seconda si allinei alla prima , ma con la consapevolezza , che ci sarà sempre qualcuno , che lo apprezzerà…..

  5. Una città che potrebbe vivere riccamente di turismo, per le tante bellezze, i tanti tesori, le tante attrazioni, uniche al mondo! sprofonda nella più completa miseria, prona ai piedi dell’ILVA! Grazie alla più completa miseria progettuale, promozionale di tutti gli amministratori succedutisi nel tempo! Rimini, con solo un mare di merda, ospita mediamente 5 milioni di turisti l’anno e, per questo, una delle città più ricche d’Europa!

  6. Sconcerta la mancata diffusione di ogni notizia afferente la proprietà e le motivazioni. Ritengo sarebbe stato colto ogni appello ma, evidentemente, risultava comodo non diffondere la reale situazione.

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