CONDIVIDI
TOP AD

Il Consiglio comunale approva con unica deliberazione, a maggioranza (erano presenti in aula 29 consiglieri: 21 voti a favore, 8 astenuti), la costituzione delle nuove Commissioni consiliari, i cui componenti erano stati precedentemente indicati dai capigruppo.

La seduta consiliare odierna, riunitasi presso la consueta aula delle adunanze a Palazzo di Città, ha reso operativa la massima assise cittadina con l’insediamento delle Commissioni consiliari. Prima della nomina delle Commissioni consiliari, la seduta consiliare ha approvato, all’unanimità, la surroga del consigliere comunale Franco Sebastio (nominato assessore comunale alla “Cultura, Legalità ed Attuazione del Programma”) e la conseguente convalida alla carica di consigliere comunale di Carmela Casula per la lista Mutavento. “Per me oggi si realizza un sogno, quello di poter contribuire alla rinascita della nostra amata città”, ha affermato Carmela Casula dopo la votazione. Ha poi sottolineato l’appoggio della sua lista alla coalizione di governo. “Appoggeremo questa maggioranza con partecipazione e convinzione”.

Il Sindaco Melucci è successivamente intervenuto per augurare ai consiglieri buon lavoro non appena saranno operative le Commissioni consiliari, esprimendo il suo apprezzamento per le competenze e le qualità dei consiglieri comunali eletti in questa tornata elettorale, un Consiglio comunale a suo giudizio “di qualità migliore rispetto ai precedenti”. Ha poi commentato le nomine dei presidenti delle Commissioni consiliari. “Ci sono consiglieri comuunali che avrebbero meritato maggiori attenzioni per la loro esperienza”. Relativamente a ciò, Melucci menziona il consigliere comunale Michele De Martino il quale, nella passata consiliatura, è stato presidente della Commissione Affari Generali.

Si è poi soffermato sulle problematiche per le quali l’Amministrazione comunale sta provando a porre rimedio. “Questa amministrazione lavora anche ad agosto – ha dichiarato – . Stiamo lavorando per analizzare tutte le grandi vertenze del territorio. Erano presenti in Consiglio comunale diverse decine di lavoratori addetti alla raccolta differenziata presso l’impianto “Pasquinelli” di Taranto.  I 23 lavoratori del suddetto impianto denunciano di essersi sentiti male, giorni fa, durante la lavorazione delle “ecoballe” su disposizione dell’Amiu. Gli stessi risultano specializzati nella selezione dei rifiuti giornalieri provenienti dalla raccolta differenziata e chiedono di tornare ad essere impiegati per la loro specifica mansione.

A tal proposito, il sindacato Slai Cobas denuncia, in una nota stampa, quanto segue: “Le ecoballe contengono, oltre l’amianto sbriciolato, carcasse di animali, rifiuti ospedalieri, topi morti ma anche vivi, siringhe infette, materiale tossico, amianto, gas sprigionati dalla macerazione dell’umido, con conseguente formazione di percolato”. Gli stessi lavoratori chiedono inoltre che sia rinnovato il loro contratto di lavoro, in scadenza il prossimo 31 agosto 2017.

Sulla questione, così come sulle innumerevoli vertenze lavorative che affliggono la città ionica, è intervenuto il Sindaco. «Capisco che sono coinvolte diverse famiglie  ma bisogna comprendere che questo percorso richiede una fase di studio, altrimenti le questioni non saranno mai risolte in modo definitivo”.

Tornando alla nomina delle Commissioni consiliari, non sono mancate le polemiche per quanto concerne le cariche di presidente nonché vicepresidente assegnate nell’ambito della coalizione di governo. Gran parte delle critiche si sono concentrate sulla nomina del presidente della Commissione Affari Generali. Incarico per il quale la maggioranza ha designato Federica Simili, suscitando le polemiche di parte dell’opposizione che non riteneva idonea tale candidatura non avendo la stessa consigliera comunale il profilo, in termini di esperienza in Consiglio comunale, adatto a ricoprire, a loro giudizio, tale carica istituzionale. Difforme il giudizio del consigliere d’opposizione Giampaolo Vietri. “La figura del presidente di una Commissione consiliare – ha precisato – consiste in un ruolo di solo coordinamento, in quanto decide la commissione consiliare a maggioranza dei suoi componenti”.

Prima di proseguire con la cronaca della seduta consiliare, riportiamo, di seguito, i nominativi dei consiglieri comunali eletti alla carica di presidente e vicepresidente per ciascuna Commissione consiliare.

Commissione Affari Generali

Presidente: Federica Simili

Vicepresidente: Floriana de Gennaro

 

Commissione Attività Produttive

Presidente: Floriana de Gennaro

Vicepresidente:  Emidio Albani

 

Commissione Bilancio

Presidente: Dante Capriulo                                  

Vicepresidente: Vincenzo Di Gregorio

 

Commissione Assetto del Territorio

Presidente: Vincenzo Di Gregorio

Vicepresidente: Dante Capriulo

 

 Commissione Servizi

Presidente: Patrizia Mignolo

Vicepresidente: Carmen Galluzzo

 

Commissione Ecologia e Ambiente

Presidente: Cataldo Fuggetti

Vicepresidente: Salvatore Brisci

 

Commissione Garanzia e Controllo

Presidente: Marco Nilo

Vicepresidente: Federica Simili.

Come da prassi, la presidenza della Commissione Garanzia e Controllo è stata assegnata ad un consigliere comunale dell’opposizione. Le restanti cariche consiliari, sia per quanto riguarda i presidenti che i vicepresidenti, sono state assegnate a componenti della maggioranza. A tal proposito, il consigliere comunale del M5S, Francesco Nevoli, ha avuto da obiettare in merito alla spartizione delle cariche di vicepresidente a membri della maggioranza, definendolo un “saccheggio” di cariche istituzionali. “Al di là della presidenza della Commissione Garanzia e Controllo – ha dichiarato Nevoli – non è stata affidata all’opposizione nessuna vicepresidenza delle altre Commissioni consiliari”.

In risposta all’asserzione di Nevoli, è intervenuto il consigliere del Pd, Gianni Azzaro. “È una regola della democrazia che i presidenti ed i vicepresidenti siano designati fra i componenti della maggioranza, nessun saccheggio”.

Giunti alle dichiarazioni di voto, il consigliere comunale Piero Bitetti ha affermato di volersi astenere dal voto. Anche la lista “Taranto Bene Comune” (rappresentata oggi in Consiglio comunale dai consiglieri Gianni Cataldino e Gina Lupo) si è espressa per l’astensione, sulla stessa falsariga del loro ex candidato sindaco Bitetti. Ciò a dimostrazione dei primi malumori all’interno della maggioranza di governo, evidentemente ascrivibili a divergenze o mancanza di rappresentatività nell’assegnazione delle deleghe in Giunta comunale. Peraltro lo stesso Bitetti si è più volte mostrato critico nei confronti del Primo Cittadino di Taranto per quanto concerne la nomina di alcuni assessori non tarantini (ci riferiamo agli assessori De Franchi e Di Paola). Ultima nota stampa al vetriolo, in ordine cronologico, è quella di ieri, nella quale Bitetti ha dichiarato esplicitamente che “le scelte compiute dal Sindaco, Rinaldo Melucci, non sono da noi condivise e oltretutto si ostina a rifiutare ogni collaborazione” (per approfondimenti, leggi qui ).

Si sono astenuti dal votare otto consiglieri comunali, nell’ordine: Battista, Bitetti, Cannone, Cataldino, De Martino, Fornaro, Lupo, Nevoli. L’astensione di Bitetti, nonché del movimento civico “Taranto Bene Comune” facente capo a lui, va interpretata come un voto con connotazioni politiche, in quanto espressione di esplicito dissenso alla linea ufficiale della maggioranza di governo capitanata da Melucci. Dissenso che noi ieri definimmo “mal di pancia” commentando la nota stampa di Bitetti, i cui strascichi potrebbero riverberarsi sugli equilibri della maggioranza di governo. Non ci stupiremmo se da questo “mal di pancia” partorisse una nuova delega, in seno alla Giunta comunale, che possa essere più o meno congeniale a Bitetti.

 Il Consiglio comunale ha infine approvato (con 27 voti a favore, 2 astenuti: Cannone e Melucci) i componenti della Commissione giudici popolari. Nominata presidente Gina Lupo, vicepresidente Francesco Nevoli. Due avvocati per i quali il Consiglio comunale ha mostrato titubanze nella loro nomina, per ragioni ascrivibili ad un’eventuale incompatibilità, ai sensi dell’art. 13 della L. 10.04.1951 n. 287 in materia di “Riordinamento dei giudizi di assise“, che potrebbe scaturire qualora gli stessi vengano eletti come componenti dell’assise popolare. L’eventuale incompatibilità degli stessi (sempre se essa dovesse essere giudicata come fondata) sarebbe nel caso risolta con un’ulteriore nomina del presidente e del vicepresidente della Commissione giudici popolari nel corso della prossima seduta consiliare.

CONDIVIDI
Emanuele Spataro
"Nothing is real and nothing to get hung"...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO