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I lavori di bonifica nel rione Tamburi per quanto concerne l’area denominata ‘Sottoprogetto 4’, che dopo la modifica del 2013 riguarda parte del quartiere a sud di via Deledda, potrebbero ripartire tra settembre ed ottobre. Il Comune ha infatti risolto il contenzioso con la ditta che nel 2015 risultò vincitrice dell’appalto di gara per i lavori di bonifica: l’Axa s.r.l. L’Atto di Transazione è stato siglato lo scorso 29 giugno per un importo pari a 320.000 euro.

(leggi gli articoli sugli altri progetti di recupero dei Tamburi http://www.corriereditaranto.it/2017/05/08/rigenerazione-rione-tamburi-foreste-urbane-housing-sociale-un-piano-dintervento/ e http://www.corriereditaranto.it/2017/05/10/rione-tamburi-della-rigenerazione-urbana-la-bonifica-del-terreno-tallio-pcb-piombo/)

Dove eravamo rimasti?

Il 29 novembre del 2013 fu approvato il progetto esecutivo relativo al “Progetto Coordinato di Risanamento del Quartiere Tamburi – Intervento denominato Sotto Progetto 4 – Progetto esecutivo di bonifica per l’annullamento del rischio sanitario” per un importo complessivo pari € 3.457.491,44; i lavori, come detto, furono aggiudicati alla ditta Axa s.r.l., che offrì un ribasso percentuale sui lavori a base di gara pari al 17,40%, per un importo contrattuale pari a € 1.998.066,65; il 3 febbraio 2015 fu stipulato il contratto di appalto tra il Comune di Taranto e la ditta Axa, la cui durata fu poi prorogata con determinazione dirigenziale n. 356 del 28.08.2015 della Direzione Ambiente, Salute e Qualità della Vita.

Al di là delle tantissime, e spesso sterili, polemiche che furono sollevate all’epoca sull’intera vicenda (sulle quali è inutile ritornare), il 12 ottobre del 2015, la ditta AXA sospendeva i lavori appaltati, avendo “accertato che i lavori non possono procedere con la necessaria continuità e regolarità, in quanto necessitano di una ricognizione generale che indichi con precisione, attraverso la redazione di un elaborato catastale, i proprietari privati o enti delle particelle intercluse nei complessi abitativi e successiva nuova rideterminazione puntuale delle singole lavorazioni da computare a misura, che dovranno trovare riscontro nella redazione […] di una Perizia di variante, nel rispetto tecnico economico del contratto“: in pratica la ditta non era potuta più andare avanti in quanto spesso si è trovata nell’impossibilità di procedere. Spesso perché molte aree e terreni da bonificare indicate nel progetto, nel corso degli anni erano state occupate abusivamente dai cittadini oppure erano state perimetrate male.

(leggi il punto del commissario Corbelli sulle bonifiche http://www.corriereditaranto.it/2017/05/19/bonifiche-taranto-punto-della-corbelli-scuole-tamburi-mar-piccolo-ed-ex-cemerad/)

Il problema sollevato non è di poco conto. Il 17 agosto 2016 però, la ditta AXA trasmette al Comune una diffida affinché i lavori vengano ripresi, “essendo cessate le cause che ne avevano determinato la sospensione del 15.10.2015, in considerazione anche della sottoscrizione di apposita perizia di variante suppletiva, redatta dal direttore dei lavori dell’epoca, in data 27.04.2016“. Problemi risolti? Non proprio: primo perché precedentemente, con nota prot. n. 119542 del 29.07.2016, il RUP (il responsabile unico del procedimento) aveva rappresentato la “inammissibilità della variante redatta, per l’impossibilità da un lato di accertare la sussistenza delle cause che consentano di approvare varianti in corso d’opera, dall’altro di assicurare, nonostante la variante stessa, l’accessibilità e la cantierabilità delle aree in tempi rapidi e compatibili con un congruo termine di ultimazione dei lavori e, contestualmente, aveva ritenuto necessario disporre la ripresa immediata dei lavori, secondo quanto previsto dal contratto, nelle aree di proprietà pubblica che risultavano accessibili e cantierabili“.

Secondo perché la sospensione non prevista dei lavori, ha comportato per la ditta AXA un danno economico di non poco conto. La ditta esecutrice infatti, pur convocata per sottoscrivere il verbale di ripresa lavori sulle aree accessibili in due occasioni, il 1.09.2016 e, il 14.09.2016, non si presenta. Anzi: con nota-pec del 14.9.2016, la ditta comunicava al Comune che non sarebbe comparsa per la firma del verbale di ripresa dei lavori, riservandosi di specificare le proprie contestazioni e motivazioni, che arrivano quindici giorni dopo, con nota-pec del 29.09.2016. Nella quale l’AXA specifica riserve per un importo complessivo pari a € 1.401.550,95, IVA esclusa, ccosì suddivise: “danni ex art. 160, commi 1 e 2, d.P.R. n. 207/10, per complessivi € 153.101,64#; danni ex art. 160, comma 3, d.P.R. n. 207/10, per complessivi € 538.803,77#; maggiori oneri e costi per lavori a corpo e costi della sicurezza, per complessivi € 279.553,40#; perdita chance, danno curriculare, danno per inadempimento contrattuale e danno all’immagine della ditta, stimati in misura non inferiore al 10% del valore del contratto; riserve di cui al 2° saldo, per complessivi € 430.092,14#; ulteriori importi: in caso di risoluzione del contratto, all’appaltatore deve essere riconosciuto il 10% dei lavori non eseguiti, fino a 4/5 (quattro quinti) dell’importo del contratto“.

A questo punto, il 10 gennaio di quest’anno, il direttore lavori in carica, visto
che l’ammontare delle riserve superava il 10% dell’importo contrattuale, trasmetteva al R.U.P. la propria Relazione Riservata sulla vicenda. Due giorni dopo il R.U.P, valutata l’ammissibilità e la non manifesta infondatezza delle riserve ai fini dell’effettivo raggiungimento del limite di valore, formulava la proposta di accordo bonario riconoscendo la somma complessiva di € 77.539,39; che ovviamente nel mese di febbraio veniva impugnato e contestato integralmente dalla ditta AXA, che invitata lo stesso “a rivedere la quantificazione economica ed aggiornarla in ragione dell’ulteriore protrarsi della sospensione lavori“.

(leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2017/04/18/bonifiche-sin-taranto-cammino-lungo-tortuoso-non-solo-ilva/)

Il punto di svolta arriva soltanto lo scorso aprile. Quando ad inizio mese il Direttore dei Lavori “pur avendo rigettato molte delle riserve riportate in premessa, in quanto fondate sull’assunto della illegittimità della sospensione“, ritiene “senza che questo costituisca un’ammissione di responsabilità in capo all’amministrazione ma a titolo meramente transattivo, di poter riconoscere i “maggiori oneri e costi” sostenuti dalla ditta
esecutrice per l’eccessivo protrarsi della sospensione“. A questo punto il dirigente della Direzione Ambiente Salute e Qualità della Vita, Alessandro De Roma, chiede al RUP di esprimersi in merito alle ragioni di opportunità e sussistenza, qualora rilevabili, a supporto di un’eventuale proposta di transazione, ai sensi dell’art. 1965 del Codice Civile. Il quale due settimane dopo fa sapre che “nel riscontrare la nota del D.L., ha rappresentato, condividendo quanto rappresentato dal D.L. con nota del 12.04.2017, le ragioni di opportunità a supporto del procedimento di transazione, ai sensi dell’art. 239 del D.Lgs.
163/06“, individuando come congrua una somma prevedente “un abbattimento di almeno il 50% da proporre a tacitazione di ogni pretesa dell’appaltatore circa le riserve e/o richieste risarcitorie a qualsiasi titolo avanzate all’attualità“.

Pertanto, visto anche e soprattutto il notevole tempo di sospensione dei lavori intercorso
a causa delle vicissitudini di cui sopra, il Comune formula una proposta transattiva alla ditta AXA “al solo fine di evitare all’Amministrazione l’alea di un eventuale contenzioso, a tacitazione definitiva di ogni e qualsiasi pretesa rinveniente da fatti e/o accadimenti citati in premessa“. Le parti si incontrano lo scorso 5 maggio presso i locali della Direzione Affari Legali dove si trova l’accordo per la somma di € 320.000 euro.

Secondo fondate indiscrezioni, i lavori dovrebbero riprendere da dove sono stati lasciati quasi due anni fa. All’epoca ci si era interrotti con le operazioni eseguite al 50%. Ritardi, ancora una volta, non certamente addebitabili alla ditta AXA, ma ad anni e anni di abbandono, di incuria, di mancato rispetto delle regole, della propria città e degli altri, che da tanti anni oramai sono tra i maggiori problemi di Taranto (inquinamento ambientale a parte). L’autunno porterà consiglio ai più? Staremo a vedere.

(leggi qui tutte le notizie sulle bonifiche dei Tamburi http://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche+tamburi)

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Gianmario Leone
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni giornalista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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