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Una fetta d’anguria, un sorso di aranciata e un po’ di gelato. E se avanza, non si rifiuta il bis. Poca roba, se vogliamo, ma tanto quanto basta perché nasca un’amicizia tra persone che magari appena si salutano, un po’ per timidezza un po’ per rispetto umano. La consuetudine va avanti da più di una decina di anni ed è stata adottata dal parroco della Regina Pacis di Lama, don Mimino Damasi, detto “Gatto” per il suo (lontano) passato di portiere nella squadra tarantina dei preti.

Accade al termine della messa domenicale (inizia alle ore 19.30) che si celebra all’aperto, negli spazi attigui alla chiesa, così da accogliere tutti i numerosi villeggianti della zona. Dopo la benedizione finale, ci si sposta sul piazzale antistante la chiesa attorno al lungo tavolo, dove è allestito il piccolo buffet offerto dalla parrocchia. A gestire l’accoglienza provvedono a turno alcuni gruppi di famiglie. Nessuno rifiuta di sacrificare un’oretta del proprio tempo libero per tale servizio, anzi. Così, invece di fuggire via dopo la funzione, come spesso accade altrove, ci si attarda per due chiacchiere, stringendo nuove amicizie. I più piccoli, invece, strappano concessioni ai genitori per qualche altro giro alle giostrine, realizzate anche queste dalla parrocchia.

“La gente – fa notare don Mimino – ha bisogno di comunicare ma si vergogna di fare il primo passo. Noi offriamo tale opportunità per vincere la solitudine, che è anche un po’ il male di questi tempi”. Lo stesso parroco non manca di mescolarsi ai fedeli, scambiando anche lui qualche parole e informandosi delle varie realtà che lo circondano. Non mancano, poi, gli inviti delle famiglie a qualche serata insieme.

Ci si attarda sul sagrato anche quando sul tavolo non ci sarà più nulla. I primi ad andar via saranno i più giovani per i preparativi della serata nei locali della litoranea. Resteranno quelli più avanti con l’età, che non se la sentiranno di concludere così presto la domenica davanti alla televisione.

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