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Una delle prime incombenze che dovrà affrontare la nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Melucci sarà l’assegnazione del PalaMazzola, rimasto da qualche giorno senza ente gestore (dal 30 giugno scorso il Cus Jonico ha consegnato le chiavi al Comune, leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2017/07/01/palamazzola-senza-padrone/).

Nell’attesa, sarà necessario che il Comune intervenga per gli interventi di normale manutenzione soprattutto nelle aree verdi circostanti, soprattutto dal lato di via Venezia, dove si evidenzia la presenza di abbondanti sterpaglie.

L’estirpazione va effettuata al più presto così da evitare disastrosi incendi. Si spera che gli uffici comunali accelerino quanto più possibile le procedure di assegnazione, affinchè in tempi ragionevolmente brevi la struttura torni a ospitare le attività agonistiche. Il che difficilmente avverrà entro quest’anno, anche se – in verità – è stato emanato un avviso pubblico, da parte del Comune, sull’affidamento temporaneo della struttura, afffidamento di un anno a partire dal prossimo 1 settembre e per la stagione sportiva 2017-2018.

http://www.comune.taranto.it/index.php/12-sport/5059-avviso-pubblico-indizione-di-una-manifestazione-di-interesse-per-l-affidamento-temporaneo-dell-impianto-sportivo-di-proprieta-comunale-denominato-palamazzola

Timore infatti è che il PalaMazzola possa subire il medesimo destino del centro sportivo Magna Grecia, chiuso da almeno cinque anni e oggetto di ripetute devastazioni. L’assegnazione di quest’ultimo, per la cronaca, è avvenuta lo scorso anno alla Società Sportiva Dilettantistica Magna Grecia srl, che al più presto dovrebbe iniziare i lavori di rifacimento, che si prospettano alquanto lunghi a causa dei danneggiamenti alla struttura.

A proposito di assegnazioni, si attendono analoghe decisioni del Comune in merito alla struttura adibita a bar dei giardini di piazza Pio XII (antistanti la chiesa Cuore Immacolato di Maria), anche questa chiusa da tempo, e dell’ex bar La Pagoda, in villa Peripato, di cui ci siamo occupati più volte.

Il timore, anche in tal caso, è che il prolungato abbandono favorisca i vandalismi, sino a provocarne l’inagibilità dei chioschi, come avvenuto per l’ex bar-ritrovo di piazza Marconi, divenuto luogo di spaccio e una sorta di “stanza del buco” ad uso di numerosi tossici, e demolito negli scorsi mesi dal Comune.

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