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Si è concluso in tarda serata il vertice a Roma sull’indotto della Leonardo Finmeccanica di Grottaglie, in particolar modo per la vicenda dell’azienda Tecnomessapia, che in mancanza del rinnovo di commesse ha deciso di licenziare 177 lavoratori. Il vice ministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova, che oggi ha presieduto il vertice ed è originaria di Ceglie in provincia di Brindisi, ha delineato quest’oggi le possibilità di risoluzione di una vertenza molto delicata, programmando per il prossimo 20 luglio un nuovo incontro. Data entro la quale il Governo si è impegnato a reperire almeno una commessa, anche se questo ovviamente non basterà all’azienda cegliese per poter attingere ad un anno di cassa integrazione straordinaria, che al momento appare l’obiettivo più facilmente raggiungibile.

Il Governo ha preso in carico la vertenza Tecnomessapia” ha dichiarato al termine del vertice il segretario della Fim Cisl Michele Tamburrano. Durante l’incontro però, il ministro Bellanova ha chiarito che l’oggetto del vertice era solo la vertenza Tecnomessapia e non l’intera vicenda che riguarda l’indotto dell’azienda. “Quindi ha invitato la società cegliese a concedere ancora 8-10 giorni prima di inviare le lettere di licenziamento. In questi giorni il Governo si è impegnato a trovare altro lavoro. C’è la necessità che l’azienda resti in vita perché solo così, si può arrivare ad attingere ad un anno di cassa integrazione straordinaria” ha detto ancora Tamburrano. L’azienda Tecnomessapia dal canto suo ha accettato di andare avanti per qualche giorno ancora. “Ha chiarito che di più non potrebbe – aggiunge Tamburrano – speriamo che questa apertura del Governo sia positiva. Ci siamo dati appuntamento per il 20 luglio. Continuiamo ad insistere però, che bisogna dare voce anche a tutti gli altri lavoratori“. La Fiom Cgil ha ribadito che la vertenza Tecnomessapia è solo la punta dell’iceberg di una crisi che coinvolge tanti altri lavoratori e tante aziende che per anni hanno gravitato nell’indotto dell’ex Alenia di Grottaglie. “Nonostante l’apertura del Governo – dichiara Maurizio Sancesario – per noi la preoccupazione resta. Vuol dire che torneremo nuovamente alla Regione. Anche in virtù dello stato di crisi dichiarato da Cgil, Cisl e Uil continueremo a cercare soluzioni che portino a non perdere neanche un posto di lavoro“.

(leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2017/02/04/leonardo-grottaglie-lindotto-scompare-lentamente-le-colpe-nascoste-tanti/)

La posizione della Regione Puglia rappresentata dall’assessore Loredana Capone

Presente al vertice di ieri anche l’assessore Loredana Capone, che nel corso dell’incontro ha presentato al viceministro Bellanova le ragioni e l’esito degli incontri che si erano svolti a Bari ventiquattro nella giornata di martedì. L’azienda Leonardo rappresentata dal direttore della Divisione Aerostrutture di Leonardo Alessio Facondo, ha relazionato in merito agli investimenti previsti che garantiscono lavoro fino al 2032. Un programma che l’azienda non ha escluso possa consentire il reintegro di quelle maestranze che oramai da un anno e mezzo a questa parte, a causa della politica messa in campo dall’ex amministratore delegato di Leonardo, Mauro Moretti, sono uscite o stanno per uscire dal ciclo produttivo dell’azienda. La Capone ha poi riferito della volontà della Regione di studiare un programma di formazione continua mirata agli stessi lavoratori.

Il settore dell’aerospazio – ha detto l’assessore Capone al termine dell’incontro di mertedì a Bari con l’azienda – è essenziale per l’economia della Puglia e Leonardo è uno degli attori principali anche grazie al suo programma di investimenti. L’ing.Facondo, responsabile del settore aerostrutture di Leonardo presente oggi al tavolo insieme ai responsabili delle risorse umane ha ribadito la volontà dell’azienda di continuare ad investire in Puglia anche attraverso nuove commesse internazionali di rilevante entità il cui iter si potrà perfezionare nei prossimi anni. La Regione Puglia – ha detto – è pronta ad investire anche con appositi programmi formativi per qualificare il personale con profili tecnici specifici richiesti attualmente dal mercato. Vogliamo incentivare la competitività delle aziende che vogliono investire in ricerca, innovazione ed internazionalizzazione per migliorare le proprie performance sia in tema di qualità di prodotto sia di efficienza dei processi produttivi. In questa fase delicata sarà importante anche il ruolo del Governo nazionale e a tal fine l’incontro di domani fissato a Roma per Tecno Messapia sarà un primo punto di verifica“.

(leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2017/07/11/leonardo-finmeccanica-incontro-bari-la-regione-la-fim-cisl-lazienda-ci-snobba/)

I piani futuri dell’azienda delineati dall’ad Profumo

Intanto si delineano le prime mosse del nuovo amministratore delegato di Leonardo (ex Finmeccanica), Alessandro Profumo. Il nuovo numero uno del gruppo di piazza Monte Grappa, è infatti intervenuto durante la parte pubblica dell’assemblea generale della Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza (Aiad), la settimana scorsa: “Ho letto che sarei stato mandato in Leonardo per fare uno spezzatino. Darò delle grosse delusioni a chi ha scritto questo” ha dichiarato Profumo come riporta il sito formiche.net. Certamente però, “voglio che Leonardo identifichi le tecnologie, e le aree di business basate su tecnologie, nelle quali abbiamo dei vantaggi competitivi“. Un’idea che vale non solo per la ex Finmeccanica, ma per tutto il comparto nazionale legato ad essa. “Leonardo ha tanti, troppi, settori di attività“, ha ammesso Profumo. “Alcuni di essi hanno un ritorno sul capitale investito a doppia cifra, altre sono a zero o sono negative. L’azienda lavorerà su questo insieme ai fornitori – che però non devono percepire Leonardo come una vacca da mungere – per costruire insieme dei percorsi di crescita“. In altre parole, “lavoreremo per capire quali sono quei segmenti di attività in cui il valore aggiunto è più alto e dove insieme possiamo crescere, e dove focalizzare gli sforzi per poter essere competitivi. E i fornitori, in particolare quelli strategici, devono avere la capacità di aumentare la propria dimensione per essere in grado di stare sul mercato indipendentemente da noi“.

Confermando quindi che oramai il trend è cambiato. E non da oggi ma almeno dal dicembre 2015. Le colpe sono di tanti: di quel miscuglio di politica locale, sindacati e lavoratori, e agenzie interinali, che pur di lavorare o far lavorare, hanno tessuto rapporti e hanno vissuto di rendita di un sistema che tutti sapevano non sarebbe potuto durare. E questi sono i risultati.

(leggi qui tutte le notizie sulla Leonardo Finmeccanica http://www.corriereditaranto.it/page/2/?s=leonardo)

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Gianmario Leone
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni giornalista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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