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Abbiamo chiacchierato con i ragazzi di 3^E e i loro tutor sul progetto di alternanza scuola-lavoro in collaborazione con la Jonian Dolphin Conservation, associazione che da anni fa ricerca scientifica sulla presenza dei delfini nel Golfo di Taranto. Ne è venuta fuori un’intervista interessante.

Cosa avete imparato sui delfini a Taranto?
“Allora, scientificamente parlando sono due le condizioni che permettono la loro presenza nelle nostre acque. La prima è l’assenza della piattaforma batiale, il che vuole dire che ci sono profondità dei fondali marini elevate anche vicine alla costa; infatti nel Golfo di Taranto si superano anche i 1100 metri di profondità. La seconda è il sistema alimentare poiché c’è l’abbondanza di plancton, fitoplancton e pesce azzurro che permette ai cetacei di vivere permanentemente nelle nostre acque. Nel Golfo di Taranto si sono presentate molte specie come per esempio la stella striata, la specie più presente nelle nostre acque (nel 2007 ne sono state individuate 800)”.

Come sono arrivati fin qui i delfini e perché?
“Iniziamo col dire che la città di Taranto ha come stemma proprio il delfino, quindi anche la mitologia testimonia la presenza di questi mammiferi sin dall’antichità. Per quanto riguarda l’arrivare fin qui, la risposta è nelle condizioni scientifiche che permettono la loro presenza come: l’assenza della piattaforma batiale, il sistema alimentare che rappresenta l’abbondanza di pesce azzurro, plancton e fitoplancton che permette ai cetacei di vivere nelle nostre acque”.

Come si sviluppa il vostro progetto?
“In ogni progetto di alternanza scuola-lavoro sono previste delle ore di start up per la creazione delle associazioni e vi sono delle ore sulla sicurezza nell’ambito lavorativo. Per il nostro progetto abbiamo deciso di effettuare l’uscita sul catamarano straordinaria proprio per spiegare la sicurezza a bordo. Il nostro tutor ci ha seguito per tutto il percorso e ci ha fatto vedere: come si sale e come si scende dal catamarano, dove si posizionano i bagagli, i movimenti da fare a bordo anche in presenza di disabili e le norme da seguire per rendere il tutto più ottimale. Di fondamentale importanza è stato anche far vedere dove si trovano e come si usano i giubbotti e le zattere di salvataggio, sperando di non utilizzarle mai”.

È stato interessante l’approfondimento sulla biologia marina di Taranto?
“Si, è stato molto interessante in quanto abbiamo potuto vedere i delfini, siamo potuti stare con loro a stretto contatto e inoltre abbiamo potuto anche prelevare il DNA. È stata un’esperienza incredibile!”.

Poi abbiamo ascoltato le parole di Carmelo Fanizza, tutor esterno nonchè – diciamo così – patron della ricerca scientifica sui delfini nel Golfo di Taranto. Che cos’è la Jonian Dolphin Conservation e in cosa consiste?
“La Jonian Dolphin Conservation é un’associazione scientifica fondata nel 2007 da un gruppo di biologi ed esperti marini, uniti da un’incrollabile passione per le bellezze e le meraviglie del territorio di Taranto. Nel 2007 inizia una nuova esperienza di ricerca incentrata sul citizen science,ossia scienza per e con i cittadini. I turisti diventano parte integrante della ricerca, collaborano e supportano economicamente le attività. Dal 2009 fino ad oggi c’è stato un grande salto di qualità scientifica molto importante, tanto che la Jonian Dolphin Conservation è stata presentata come eccellenza italiana durante l’EXPO di Milano 2015, da allora ci sono state importanti collaborazioni con le più prestigiose università d’Europa, come l’Università di Parigi con la quale è in corso uno studio sul campionamento del DNA dei cetacei,  l’Università di Messina,riguardo i suoni e il linguaggio, e il CNR di Bari per la foto d’inteficazione degli esemplari. Per quanto riguarda il DNA si sfrutta il cambiamento della pelle dei delfini che avviene ogni 2 ore, con il fine di rendere il corpo più idrodinamico possibile. La presa dei campioni del DNA avviene nel momento in cui il delfino esce dall’acqua per respirare. Ci sono però degli accorgimenti da prendere. I delfini infatti non si possono toccare perchè sono giustamentente degli animali liberi e tali devono rimanere, per questo viene utilizzato un bastone alla cui estremità viene applicata della carta abrasiva, che sfiora la pinna e rende possibile il prelievo ed il successivo campionamento dei dati di DNA”.

Come si è svolto il percorso di alternanza?
“Si è svolto molto bene,nel senso che leggevo tempo fa sui giornali, delle critiche per quanto riguarda il percorso di alternanza scuola-lavoro. In particolare lo sfruttamento dei ragazzi attraverso il lavoro a nero; invece credo che se questo percorso viene organizzato nella maniera corretta, come ha fatto il vostro istituto tra l’altro, rimane un’esperienza straordinaria per chi ha partecipato a questa attività. In particolare noi con i ragazzi dell’Aristosseno,  abbiamo svolto un percorso eterogeneo: abbiamo parlato di ricerca scientifica, di economia (green economy, blue economy…), abbiamo parlato di occupazione del terzo settore, quindi in maniera molto ampia i ragazzi dal vivo hanno vissuto questa esperienza. Hanno svolto una parte teorica che era fondamentale per la loro preparazione al percorso. I ragazzi sono stati preparati su quello che la nostra associazione: la Jonian Dolphin Conservation, svolge come attività di ricerca e dopo di questo sono diventati parte attiva della nostra attività. Quindi sono scesi in campo, hanno raccolto campioni, quindi hanno prodotto risultati dal punto di vista scientifico. Tra l’altro siccome la nostra è un’attività di citizen science: un’attività di ricerca scientifica con il turismo, loro sono stati dietro le quinte della nostra attività; quindi hanno visto come ci prepariamo per accogliere i turisti, abbiamo con loro sviluppato e tradotto in inglese quello che normalmente diciamo a bordo dei nostri mezzi, quindi credo sia stato un percorso ampio, vario, ben condotto da parte nostra, dei ragazzi e dell’istituzione della scuola che non ha sbagliato ad affidarci questo compito”.

Martina Annicchiarico
Maria Bianco
Emanuela Nigro
Barbara Palmieri
Giulia Patrono

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