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Il ministro per il Mezzogiorno, De Vincenti, è intervenuto a sostegno del candidato sindaco del centro-sinistra, Rinaldo Melucci. In mattinata ha fatto visita alle scuole del quartiere Tamburi interessate dagli interventi di bonifica e riqualificazione e nell’ex deposito Cemerad, dove da oggi ha avuto avvio la rimozione dei fusti radioattivi

Riteniamo Rinaldo Melucci il candidato sindaco migliore per Taranto, l’unico che possa proseguire in questo percorso di bonifica e di rilancio produttivo dell’area di Taranto in sinergia con il Governo”. Lo ha dichiarato il ministro per la Coesione territoriale e per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, nel corso della conferenza stampa organizzata dalla coalizione di centro-sinistra ionica presso il Nautilus sul Lungomare di Taranto.  Il ministro a Taranto per monitorare l’andamento degli interventi di bonifica e riqualificazione dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale industriale di Taranto previsti dal contratto istituzionale di sviluppo (CIS). Dopo aver fatto visita, in mattinata, a tre delle cinque scuole del quartiere Tamburi interessate da interventi di riqualificazione ed adeguamento termico-impiantistico ed all’ex deposito Cemerad nel quale, a partire dalla giornata odierna, si sono avviati gli interventi di rimozione dei fusti più pericolosi, contenenti materiale radioattivo, ha preso parte nel primo pomeriggio ad un vertice in prefettura con le istituzioni locali. Ha inoltre monitorato il prosieguo dei lavori di bonifica del suolo nell’area presso cui sorgerà la foresta urbana al rione Tamburi. Nel pomeriggio l’incontro con il candidato sindaco Rinaldo Melucci. “Intorno al futuro di questa città – ha dichiarato quest’ultimo – si gioca una parte importante del futuro del Mezzogiorno d’Italia. Taranto sta vivendo una campagna elettorale complicata, travagliata da lacerazioni del passato. Questa città non può più fare a meno di dialogare con i livelli istituzionali più elevati, su tutti il Governo”. Melucci ha poi sottolineato l’importanza di una coalizione di centro-sinistra che si presenta coesa a Taranto, rispetto alle altre realtà del centro-sud in cui si andrà al voto nelle quali vige la frammentazione del quadro politico progressista in riferimento ai partiti nazionali. “Da Taranto deve partire un laboratorio politico che anticipi le elezioni politiche del 2018 – ha proseguito Melucci – in quanto esempio di coesione del centro-sinistra”. Una coesione che riguarda, secondo il giudizio di Melucci, l’intera cittadinanza, che “ha saputo riscoprirsi comunità ed è più consapevole del suo futuro. Le grandi imprese devono produrre nel rispetto dell’ambiente. È cresciuta nei tarantini– ha aggiunto – la consapevolezza sulle tematiche ambientali e non si ripeteranno gli errori del passato”. Da qui anche il monito al Governo del candidato sindaco Melucci. “Chiunque si interfaccerà con noi dovrà ascoltare le considerazioni di una città che è ritornata ad essere comunità. Non consentiremo a nessuno – ha poi concluso – di mancarci di rispetto”. Alla confferenza stampa era inoltre presente il segretrio regionale del Pd, Marco Lacarra che ha colto con favorre l’unità raggiunta fra gran parte delle forze di centro-sinistra a Taranto in una coalizione estesa alle liste civiche.

Il ministro Melucci ha successivamente fatto il punto sugli interventi, previsti dal CIS Taranto, in itinere e su quelli già conclusi. “Gli interventi in corso sono circa il 50% del totale – ha riferito il ministro -. Quelli completati sono meno ma presto partiranno anche altri interventi”. In riferimento agli interventi già completati, ha ricordato la riqualificazione strutturale e le bonifiche nelle scuole del quartiere Tamburi. “Abbiamo ricreato un ambiente più dignitoso per quei bambini – ha specificato – che possono ora studiare in strutture scolastiche nelle quali riscontrano un maggior benessere. Quei bambini sono il futuro di questa città”. Ha poi ricordato gli interventi avviati oggi presso il deposito ex Cemerad di Statte, dove sono collocati circa 17mila fusti di scorie, dei quali diverse centinai contenenti materiale radioattivo. “Dopo tanti anni oggi inizia la rimozione dei fusti contenenti materiale radioattivo. Erano anni e anni – ha specificato De Vincenti – che Statte e Taranto rivendicavano questi interventi. In meno di un anno e mezzo, ovvero dal dicembre del 2015, quando si è insediato il Cis di Taranto, simo riusciti a porre rimedio a questa problematica”.

De Vincenti, proseguendo nell’esposizione degli interventi in corso collocati fra quelli finanziati dal Cis, ha poi ricordato quanto realizzato nella bonifica del Mar Piccolo. “Si sta ridando al Mar Piccolo il suo equilibrio geologico, facendo sì che torni ad essere il polmone della città non solo dal punto di vista naturalistico ma anche produttivo. Penso ad esempio al rilancio dell’attività della mitilicoltura”. De Vincenti ha voluto precisare che gli interventi di bonifica in corso risultano essere specifici e riguardano la rimozione di residui artificiali derivanti da imbarcazioni, auto, rifiuti e di qualsivoglia agente inquinante riscontrato sui fondali del mare. “Mano a mano che stiamo ripulendo il Mar Piccolo dai rifiuti – ha poi aggiunto – stiamo riscontrando che esso sta progressivamente riacquistando quella lucentezza che lo contraddistingue e l’ecosistema marino, nonché la flora, si sta progressivamente ripopolando”. Restano le parti più inquinate del primo seno da bonificare, ovvero quelle adiacenti allo specchio marino dinanzi all’Arsenale e a città Vecchia, più compromessi per l’attività cantieristica e per i residui comportati dalla presenza di navi belliche, soprattutto nei decenni nonché nei secoli passati.

Per quanto riguarda il rilancio ed il risanamento di Città Vecchia, De Vincenti ha tessuto le lodi del concorso internazionale di idee per la sua riqualificazione, dal quale a suo giudizio dovrebbe ripartire una rinata attrattività che Taranto dovrà esercitare nei prossimi anni. “La città Vecchia dovrà diventare – ha dichiarato – il volàno dell’attrattività turistica ed economica della città di Taranto”.

Ha inoltre dato la notizia ufficiale del prossimo completamento dei lavori di riqualificazione ed ammodernamento della banchina di ormeggio nel Molo Polisettoriale del porto di Taranto. Sono stati infatti consegnati oggi all’Authority i primi 600 metri di banchina del Molo Polisettoriale. Per quanto riguarda i restanti 600metri, De Vincenti ha specificato che “l’intera opera di ammodernamento sarà completata ad inizio giugno. Ad essa seguirà il collaudo e la successiva consegna”. Come termine dei lavori il ministro prevede “entro l’estate”, confermando l’impegno del Governo di puntare sul rilancio del porto di Taranto. «Il porto tarantino diverrà il gateway – ha poi aggiunto – per la Puglia, per l’Italia e per l’Europa; vista la nuova centralità che ha assunto il Mediterraneo nei traffici marittimi in conseguenza dell’ampliamento del canale di Suez».

Questione Ilva e tempi di attuazione dell’iter di cessione dell’azienda. “Le sorti dello stabilimento siderurgico – ha detto De Vincenti – sono importanti per il rilancio economico di Taranto”. Ha poi precisato che “verranno rispettati i tempi stabiliti dalla legge. I piani ambientali presentati sono conformi alle prescrizioni, in termini ambientali, stabilite dal Ministero dell’Ambiente che voglio ricordare essere le più all’avanguardia in Europa. Il rispetto del Piano ambientale rappresenta – ha concluso – la priorità per il prosieguo dell’attività produttiva”.

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Emanuele Spataro
"Nothing is real and nothing to get hung"...

1 COMMENTO

  1. Mi sembra un discorso alla Renzi….. Il problema ambientale a Taranto si chiama ilva Eni…. Le emissioni si sono ridotte solo perché la produzione è a poco più del 50%del passato…. I fenomeni di sloping continuano, il primo seno del mar piccolo è pieno di diossine, pcb metalli pesanti provenienti dalle emissioni ilva, della copertura dei parchi minerari neanche l’ombra….. La manutenzione dello stabilimento è ridotta al minimo….. Francamente tutti questi proclami suonano ancora una volta come una presa in giro, in puro stile preelettorale. Visto i nuovi acquirenti cosa saggia cominciare a parlare per il bene della città e del territorio di drastico ridimensionamento dell’area a caldo se non di una completa chiusura. La forza lavoro persa andrebbe riutilizzata nelle bonifiche e nella diversificazione industriale. Ci vorrebbe solo un pizzico di buon senso…. Che purtroppo spesso cozza con interessi di parte

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