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Vincenzo Fornaro, candidato sindaco sostenuto dalle liste Taranto respira ed Ecologisti, Partecipazione è Cambiamento e DemA, parla della necessità di un nuovo Piano Regolatore Generale, che tenga conto di indicatori differenti rispetto al passato.
“L’Unione Europea entro il 2020 sceglierà 30 città che si distinguano per sviluppo sostenibile, innovazione e partecipazione. Per provare ad esserci – spiega – serve una Cabina di regia con Comune, associazioni di categoria, Camere di Commercio, ordini professionali, insegnanti, Università, Terzo Settore. Il nostro programma è interamente costruito sull’Agenda 2030 che racchiude gli obiettivi che l’Organizzazione delle Nazioni Unite ritiene indispensabili per lo sviluppo globale. Taranto deve arrivare ad essere all’altezza delle altre città d’Europa e può farlo solo seguendo queste indicazioni”.
Ma quali le priorità per raggiungere questo importante obiettivo?
“Bisogna partire facendo un inventario di tutti i beni di proprietà del Comune – continua Fornaro – in modo da stabilire che utilità sociale possano avere e quale valore di mercato. I tarantini dovranno poi venire a conoscenza in modo pubblico e trasparente dei beni di cui dispone la città. Occorre attivare subito il regolamento Labsus, con spazi assegnati in comodato d’uso gratuito alle associazioni che aderiranno al registro comunale ad hoc. Attualmente il regolamento comunale lo impedisce”.
Il programma di Fornaro sindaco prevede anche l’adesione ad UrBES. “Solo Bari finora rientra in questo progetto promosso da Istat e Cnel e legato al benessere equo e sostenibile nelle città. Si guarda al futuro e si volta pagina anche cambiando i parametri della qualità della vita dei cittadini. Non si può più attendere per servizi base come il sistema fognario, o quello dell’illuminazione, che noi vorremmo a Led per tutta la città. Non si può più continuare a pagare multe perché non è partita la raccolta differenziata porta a porta. Bisogna riattivare le Consulte comunali, rigenerare le aree industriali e quelle militari dismesse, utilizzando fondi regionali e fondi europei per creare contenitori culturali e ricreativi. Occorre rimodulare i Piani di Zona. E poi è necessario far sentire i cittadini di nuovo protagonisti dei cambiamenti urbanistici e del decoro e dell’arredo urbano, del borgo come delle periferie. Una progettazione partecipata a cui buona parte dei tarantini è pronta. Bisogna solo avere il coraggio di rischiare scegliendo un nuovo corso amministrativo”.

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redazioneonline
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1 COMMENTO

  1. E basta con ‘ste cabine di regia! L’ultimo trend delle cose ripetute a pappagallo. Sono solo chiacchiere, per fare il nuovo Pug ci vuole solo volontà e atti amministrativi (quindi lavoro) visto che leggi che regolamentano l’argomento ci sono. Cosa si devono dire in cabina di regia che non è stato già detto ridetto?

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