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Questa è la Taranto che vogliamo, consapevole della sua potenzziale vocazione turistica, che è sempre esistita grazie alle sue bellezze storiche e paesaggistiche, e che è stata confermata da quanto avvenuto con la nave da crociera della compagnia “Thomson Spirit”, giunta grazie agli sforzi dello Ionian Shipping Consortium. Tutto è filato liscio, grazie all’apporto dell’Amat con la piena disponibilità dei mezzi, degli operatori dell’Amiu che hanno ripulito accuratamente piazzette e vicoli della Città vecchia, dei vigili urbani che hanno ben disciplinato il traffico e tenuto alla larga parcheggiatori abusivi e questuanti di ogni tipo. Da elogiare anche il servizio offerto dai ragazzi dei punti di accoglienza e quello d’interprete da parte degli studenti delle scuole superiori. Buona l’idea delle bancarelle dell’artigianato in piazza Garibaldi mentre andrebbe studiata un’adeguata valorizzazione del mercato del pesce sulla banchina di via Garibaldi. E si potrebbe pensare a tanto altro ancora, ovviando agli inconvenienti che si sono registrati (mancanza di bagni chimici, per esempio, oppure i pochi tagliandi staccati al MarTa).
Insomma, al di là della piccola ricaduta economica per l’afflusso dei circa 1.300 turisti in poche ore di permanenza (tutti colpiti, fra l’altro, dalla bellezza della città e dall’accoglienza ricevuta) va citato il vero miracolo consistito nella riuscita del gioco di squadra fra tutte le forze cittadine, come pochissime volte verificatosi e mai con questi risultati. Insomma, è venuta meno quella litigiosità che ha aleggiato finora su questa città e che ha prodotto solo immobilismo e figuracce.
Bisognerà quindi insistere, in vista dell’arrivo della prossima nave crociera programmato per il 29 maggio e degli altri previsti nel corso dell’anno. E tale efficace concertazione andrà allargata ad altre realtà ed essere permanente, per un’estate che, come purtroppo non è mai accaduto in tutti questi anni, dovrà essere vincente per il turismo in riva ai due mari. Siamo in ritardo per la programmazione, ma l’impresa non è impossibile. Insomma, nel breve termine si decide una discreta parte del futuro della città. Aspettando, naturalmente, quello che accadrà per lo stabilimento siderurgico.

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