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Il giorno dopo la riunione a Bari negli uffici della task force regionale sulle crisi occupazionali e sul lavoro guidata da Leo Caroli, che aveva convocato i sindacati di categoria in merito alla vertenza Teleperformance, alla quale hanno preso parte l’amministratore delegato dell’azienda, Diego Pisa e del capo del personale, Carlo Alberto Podda, i sindacati di categoria hanno diramato una nota congiunta per fare il punto della situazione su una vertenza non ancora del tutto ufficialmente aperta, ma che a stretto giro di posta potrebbe aprire una nuova importante crisi per il call center della multinazionale francese che a Taranto occupa 1.600 dipendenti a tempo indeterminato oltre a personale assunto con contratti a progetto e interinali, per un totale di 2mila unità.

Mercoledì 19 aprile, a seguito della richiesta delle OO.SS., si è tenuta una riunione
presso l’Assessorato  Regionale al Lavoro sulle problematiche delle sede tarantina
di Teleperformance. Alla riunione hanno preso parte l’Assessore Sebastiano Leo, i componenti della  Task  Force regionale per l’occupazione, l’Amministratore Delegato di Teleperformance Italia insieme al management aziendale e le Segreterie Regionali di SLC Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni coadiuvate da una delegazione di Rsu – si legge nella nota -. Il sindacato ha evidenziato ai rappresentanti istituzionali le forti preoccupazioni dei  lavoratori a seguito delle ultime scelte aziendali. Scelte, che hanno portato al  demansionamento di 80 lavoratori ed alla perdita di altrettanti posti di lavoro
interinali, sbagliate ed inefficaci. Sbagliate perché si fa pagare ai lavoratori le inefficienze aziendali ed inefficaci perché non sono in grado di risolvere la crisi di bilancio“.

Nella riunione di ieri, i rappresentanti dell’azienda hanno presentato una perdita per il sito di Taranto di 7 milioni di euro e riconfermato il tentativo, da parte dell’azienda, di limare e limitare le perdite attraverso il piano annunciato lo scorso febbraio, che prevede il licenziamento di 80 lavoratori interinali e il demansionamento di 80 lavoratori dello staff (tra cui molti supervisori) con la stessa retribuzione, che i sindacati hanno bocciato sin da subito come ribadito anche ieri a Bari.

I rappresentanti aziendali hanno confermato dati molto critici relativi al conto economico
degli ultimi anni, costantemente in perdita di diversi milioni di euro e ripianate grazie
all’intervento economico della struttura multinazionale. Hanno quindi ribadito la
necessità urgente di individuare una risposta strutturale a tale situazione e, pertanto, gli
interventi già messi in atto, quali i demansionamenti, costituiscono solo un punto di
partenza verso soluzioni in grado di fronteggiare un costo del lavoro elevato in un
mercato sregolato e fuori controllo” si legge nel comunicato unitario.

Le OO.SS. hanno quindi confermato “la disponibilità ad impegnarsi in percorsi condivisi,
finalizzati a definire soluzioni a salvaguardia dei posti di lavoro del call center tarantino,
sottolineando il valore strategico per l’intera provincia jonica del patrimonio occupazionale
costituito da Teleperformance. Posti di lavoro che dovranno continuare ad essere rispettosi dei contratti e quindi salvaguardati dagli effetti perversi generati da committenze, spesso di natura pubblica, che impongono prezzi non compatibili con le retribuzioni contrattuali“.

Mentre il management aziendale punta alla riduzione del costo del lavoro, i sindacati confermano di puntare su due direttrici: da un lato mettere pressione al Governo affinché intervenga seriamente sulla questione degli appalti al massimo ribasso e sulle delocalizzazioni sfrenate; dall’altro il chiedere ai grandi committenti, come Eni ed Enel, di mantenere gli impegni senza cercare inutili scorciatoie. L’impressione è che la vicenda sia ancora all’inizio. “Il confronto fra le parti ha evidenziato la necessità – e quindi la richiesta – del coinvolgimento attivo delle istituzioni, a partire dalla Regione Puglia, per definire un percorso che eviti che la situazione economica di Teleperformance possa sfociare verso esiti drastici e traumatici, per migliaia di lavoratori e per l’intera città di Taranto“.

Il presidente della Task Force Regionale Leo Caroli, insieme ai componenti della
Task Force per l’occupazione, hanno assicurato la disponibilità della Regione a sostenere il percorso richiesto dal tavolo di confronto e si è convenuto di rincontrarsi per una prossima riunione l’11 maggio prossimo. “In attesa di auspicati sviluppi positivi futuri, le segreterie regionali ringraziano la Regione Puglia per la pronta disponibilità mostrata, anche a nome delle Rsu e dei lavoratori di Teleperformance” concludono la nota i sindacati.

Al momento, l’unica nota lieta, è stato l’ok dell’azienda alla richiesta dei sindacati sulla riduzione temporanea del part time. Ma ciò che interessa ai lavoratori è il futuro del’azienda, che al momento appare all’orizzonte a tinte molto fosche.

(leggi tutte le notizie su Teleperfomance http://www.corriereditaranto.it/?s=teleperformance)

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Gianmario Leone
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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