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Giovani e prospettiva Melucci:

“Maggiore autonomia per l’Università di Taranto con una Fondazione specifica. Recuperare le facoltà legate al mare e all’architettura”

Il candidato sindaco chiede nuova e più forte collaborazione con l’IAMC-CNR di Taranto e dignità per i giovani precari del Registro Tumori e dell’ARPA

La parola “giovani” sembra scomparsa dalla trama dei programmi di questa campagna elettorale. Comprendo che l’emergenza ILVA continui ad essere il fulcro del nostro dibattito, ma abbiamo l’obbligo di immaginarci altro, altrimenti tra vent’anni i nostri figli parleranno ancora di come superare il problema. Così al posto di pensare soltanto a progetti di ricerca o centri di studio legati a quella fabbrica, su cui non vedo ancora applicato il principio di “chi inquina paga”, sarebbe il caso di potenziare quello che si ha e avviare una proficua collaborazione con gli enti di ricerca come il CNR o riprendere il progetto dell’autonomia amministrativa e gestionale della sede universitaria di Taranto.

L’autonomia consentirebbe a Taranto di scegliere una parte di futuro per le nuove generazioni, nella speranza che queste restino qui a mettere in campo la loro formazione e il loro talento. Così penso che si dovrebbe pensare a un potenziamento delle attuali eccellenze come il  Politecnico con il suo importante segmento dedicato all’ingegneria ambientale e al tema delle bonifiche. Ma l’Università è anche  il motore della coscienza civica di domani e forse sarebbe più lungimirante pensare per Taranto ad un ritorno delle facoltà legate al mare (recuperando la facoltà di maricoltura e avviando corsi legati all’economia marittima e dei trasporti – ndr) o l’istituzione della scuola di specializzazione in architettura che secondo i piani del Rettore Uricchio si sarebbe dovuta realizzare proprio nella sede tarantina.

Nonostante i passi in avanti compiuti, in particolare con l’istituzione del “Dipartimento Jonico in sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo” – continua Melucci – è del tutto evidente che il polo tarantino è ancora fortemente condizionato da scelte che spesso vengono compiute con una logica estranea o, quantomeno, non coincidente con quella del territorio. Così come, da questo punto di vista, ha un peso negativo la mancata crescita di una leva di docenti residenti sul territorio che vivano la città più da vicino. Penso pertanto che l’idea di una Fondazione Universitaria finanziariamente autosufficiente e con un ruolo determinante da parte del Comune possa essere l’obiettivo da perseguire.

Così si costruisce la città normale – dice ancora il candidato sindaco del centrosinistra – e non la città delle mille emergenze, quella con un respiro ampio verso le sue prospettive.

Poi torna il tema delle dignità che contraddistingue la campagna elettorale di Rinaldo Melucci.

Non si può parlare di futuro senza che una amministrazione civica svolga un ruolo di garante dei diritti e della dignità dei suoi cittadini. La questione attraversa le spinose vicende ambientali e sanitarie della nostra città, ma anche il paradosso che queste siano affrontate da giovani professionisti che ancora oggi nell’ASL o nella sede dell’ARPA, continuano a svolgere il proprio lavoro con contratti da precario.

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