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Le RSU di SLC CGIL ed UGL TLC di Teleperformance di Taranto e di Roma del Coordinamento Nazionale di Teleperformance, attraverso una nota stampa esprimono la loro solidarietàalle lavoratrici, ai lavoratori e alle RSU delle sedi di Roma e Napoli di Almaviva, obbligati, da azienda e Governo, a scegliere tra licenziamento e taglio del 17% dello stipendio. In aggiunta, in base all’accordo capestro proposto, gli operatori saranno soggetti a controllo individuale anche ai fini disciplinari anche a rischio di licenziamento, come se fosse legale il cottimo. E alla base di questa piramide del terrore c’è la richiesta di estrema flessibilità“.

Nei call center Teleperformance di Taranto e Roma le RSU temonoche questo accordo possa costituire un pericoloso precedente per altre situazioni di crisi e per questa ragione, riteniamo inutile e inaccettabile sottoscrivere questi ricatti, che respingiamo con forza a qualsiasi mittente.  Diffidiamo azienda e Governo dal giocare sulla pelle dei lavoratori, cercando un macabro profitto o consenso elettorale“. “Ancora una volta invitiamo tutte le parti alla massima responsabilità e in particolare il Governo ad intervenire introducendo norme presenti in tanti paesi europei – si conclude la nota stampa -. Proponiamo l’obbligo di far trascorrere del tempo tra una chiamata e l’altra come accade in altre Nazioni, l’acquisto di pacchetti di chiamate da parte del call center, introdurre la detassazione per le società che investono sul territorio nazionale e l’inasprimento delle pene per chi invece delocalizza, tutte misure che mirano a ridurre gli esuberi e a permettere alle aziende di concorrere sulla qualità e non sul costo del lavoro“.

(leggi qui tutte le notizie su Teleperformance http://www.corriereditaranto.it/?s=teleperformance)

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Redazione
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