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Foto: www.lagazzettadelmezzogiorno.it
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Il Silp Cgil, sindacato dei lavoratori di polizia di Taranto, denuncia in una nota problemi di sicurezza e di igiene all’interno dell’hotspot – centro di identificazione e smistamento di migranti – allestito in un ex parcheggio del porto di Taranto. «Nulla da eccepire – scrive il segretario Rosario Limasulle finalità umanitarie della struttura, che tutti condividiamo, ma ci saremmo aspettati un minimo di attenzione anche all’organizzazione, alla logistica e alla sicurezza interna della struttura sia per gli ospiti che per gli operatori delle forze di polizia e delle Forze armate». Un lavoro «complesso e delicato – viene spiegato – che sovente porta a trattare gli aspetti più variegati coi quali un operatore della sicurezza viene costantemente chiamato a misurarsi, da quello igienico-sanitario a quello relativo alla tutela dei minori e delle altre fasce deboli». Secondo Lima, l’hotspot, vista la sua collocazione, «non pare certo brillare di igiene e salubrità» a causa della «concentrazione di emissioni di vario genere dalle alte ciminiere dei siti industriali circostanti. Ciò è dimostrato dal fatto che le coperture delle tende, che originariamente erano bianche, hanno assunto in breve tempo una colorazione rossastra». Le forze di polizia hanno chiesto invano «che vengano realizzate delle zone ombreggiate al fine di ottimizzare l’attività di coloro che per motivi ed operazioni di servizio sono oggi costretti ad operare sotto il sole cocente, ma anche queste ad oggi non si sono viste». Si denuncia, infine, un problema di sicurezza relativo alla carenza di personale in servizio. «A fronte della situazione – conclude il segretario del Silp – che ci era stata rappresentata inizialmente, nella quale era previsto l’invio di personale di rinforzo, proveniente da altre sedi, in numero adeguato e sufficiente ad evitare l’impiego di colleghi locali, distogliendoli dalle attività ordinarie, oggi constatiamo che i colleghi che vediamo impiegati, salvo rare eccezioni di altre forze di polizia, sono quasi esclusivamente di Taranto e, fino a pochi giorni fa, della provincia». Per il sindacato «occorre insistere per ottenere risorse umane aggiuntive per far fronte alle esigenze che provengono dall’hotspot di Taranto».

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Redazione
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